mercoledì 13 aprile 2011

L'ordine della Quercia Velenosa di Brent Hartinger, recensione


Titolo: L'ordine della Quercia Velenosa
Autore: Brent Hartinger
Genere: tematiche omosessuali
Prezzo: 10.00€
Pagine: 160
Trama: Russel Middlebrook, lo studente della Robert L. Goodking High School, insieme agli amici Min e Gunnar ha fondato il gruppo gay-etero e bisessuale del liceo. E questo non ha fatto di lui lo studente più popolare della scuola. Anzi… Finisce l’anno scolastico e con gli amici di sempre decide di lavorare come animatore in un campo estivo. Appena arrivato al campo, si invaghisce di un altro animatore, certo Web, un fusto molto disinvolto, che ama immergersi nudo nel laghetto del campo, ma che sembra più attratto dalla sua amica Min. Una storia che avrà svolte e sviluppi imprevisti e anche inquietanti.
Ad occupare, però, il tempo di Russel Middlebrook è anche un gruppo di pestiferi bambini di dieci anni, accomunati dall’essere ustionati gravi. Con loro stabilisce presto un rapporto di forte vicinanza, visto che, come ricorda lo stesso Russel, “So cosa significa essere considerato uno stereotipo – so cosa significa essere giudicato negativamente e in modo frettoloso”. Proprio il rapporto con quei bambini porterà Russel a una maggiore consapevolezza di sé e dei propri valori.
Recensione: E' un libro molto semplice, ma in poche pagine, riesce comunque a trasmettere un significato profondo. La storia mette in rilievo le difficoltà che un ragazzo gay può trovare all'interno di una scuola, fra i suoi compagni di classe, e la libertà che riesce a provare allontanandosi da tutto questo.
Il protagonista di questo libro è: Russel, ma di lui voglio parlare in seguito, prima parto dai suoi due migliori amici: Min e Gunnar.
Gunnar è un ragazzo etero, che all'inizio di questo romanzo, decide di non volere più nemmeno provare ad avere una ragazza, dato che, ogni volta che ci prova con qualcuna, finisce per essere rifiutato, rimanere deluso o fare brutte figure. Questo personaggio mi è piaciuto fin da subito, si forse inizialmente poteva sembrare parecchio strano, ma alla fine è migliorato di parecchio. Nel corso della storia, ci si trova di fronte alla sua goffaggine, alla sua insicurezza, ma anche alla forza che sa tirar fuori nei momenti del bisogno. Insomma, l'ho già detto che mi piace?!
Poi c'è Min, lei è bisessuale, e sinceramente non mi è mai stata molto simpatica, a parte verso la fine del libro. Diciamo che di lei poi non si riesce a capire molto, perchè non discute molto con il protagonista, se non per parlare di ragazzi, quindi bè, posso dire forse che il suo personaggio è un pò "piatto", ma sicuramente necessario alla storia. Al campo estivo intreccierà un qualcosa che potrebbe definirsi relazione (??) con Web, uno degli animatori più sexy, di cui ovviamente, anche il protagonista sarà invaghito.
Passando ai personaggi più importanti con cui i protagonisti avranno a che fare al campo estivo. Dunque, sono: Em, Otto e il già citato Web.
Em è una ragazza eterosessuale e fin da subito mi è stata simpatica, anche se anche lei, come Gunnar, mi è sembrata piuttosto "strana" all'inizio. Più si va avanti, più si nota invece come abbia un carattere piuttosto forte, inoltre si prenderà una cotta per il caro Gunnar, si, avete capito bene, il migliore amico di Russel, quello negato a trattare con le ragazze, ed infatti al loro primo incontro si ritroverà a scivolare sopra ad una cacca e a cadere in un ruscello. Bello vero?!
Comunque sia, lei mi piace.
Poi c'è Otto, un'altro animatore. Inizialmente mi pareva piuttosto impacciato o stupido, non saprei ben dire, subito dopo qualche pagina però, ha iniziato a piacermi davvero moltissimo, è molto gentile, sensibile e buono. Otto, ha una cicatrice sul viso, ed è interessante vedere come inizialmente questa cosa metta un pò a disagio il protagonista, e osservare poi come questa cosa cambia. C'è un punto, bellissimo secondo me, in cui la visione del protagonista verso la cicatrice di Otto inizia a cambiare, a parole non saprei spiegarlo bene, quindi inserisco direttamente il pezzo:

Otto ha una voce così fantastica che quasi lo trasforma fisicamente. Come è possibile dire una cosa del genere senza sembrare un idiota? Non lo so, e perciò lo dico lo stesso.
Il suo modo di cantare lo fa sembrare normale. E' una cosa stranissima. Improvvisamente, vedo in lui delle cose che non ho mai notato prima. I suoi occhi, per esempio, sono di un colore davvero inconsueto - scuri ma caldi, come un ciliegio. E il suo corpo, magro e sodo, con grandi polpacci e avambracci. E quanto alla cicatrice sul viso, più canta, più sembra svanire davanti ai miei occhi. Ma non è proprio così. La sua cicatrice non sta scomparendo. Semplicemente sembra normale, non come una qualsiasi altra cicatrice. In questo esatto momento, giurerei che Otto è... bè, un ragazzo bellissimo.


Ecco. E' una parte che davvero mi è piaciuta molto. (Si, anche perchè, ormai lo si è capito, Otto mi piace davvero tanto).
Passiamo quindi a Web, il ragazzo più sexy del campo.
Hanno un debole per lui sia Russel che Min, ma a me sinceramente non è mai piaciuto, a parte nelle prime righe, dove il protagonista per la prima volta lo vedeva. Comunque sia, Web è il classico "cattivo ragazzo" ed è facile capire il perchè ci si possa prendere una cotta per lui, ed ovviamente non ci si bisogna dimenticare del suo fisico incredibilmente sexy. Bah, non mi voglio dilungare troppo su di lui, quindi passo direttamente a parlare del protagonista.
Dunque, Russel è gay e a scuola non ne può più delle continue prese in giro da parte dei compagni ed è per questo che è felicissimo di sapere che per tutta l'estate sarà lontano dall'ambiente in cui tutti lo additano come "il ragazzo gay" o frocio che dir si voglia.
Inoltre in questo campo dovrà fare da animatore a dei bambini ustionati gravi, chi meglio di lui può riuscire a comprenderli? Vi inserisco un altro pezzo molto bello che può farvi capire meglio cosa intendo:

«Di solito le persone ustionate vengono trattate come dei mostri» mi dice Jean. «Ma noi non siamo dei mostri. E nelle prossime due settimane il vostro compito sarà quello di fare in modo che nessuno di questi bambini si senta un mostro. Per loro questa è la sola occasione di dimenticarsi del loro aspetto fisico».
Ascolto con grande attenzione e ogni tanto intervengo nei gruppi di discussione. Ma la verità è che non penso di avere bisogno di quelle informazioni. Dopo tutto sono gay. So cosa significa essere considerato uno stereotipo - so cosa significa essere giudicato negativamente e in modo frettoloso. Di sicuro non sarò io a infliggere lo stesso trattamento a qualcun altro.


Spero che abbiate capito cosa intendevo. Inoltre, posso dire che il protagonista compie una maturazione stando a contatto con i bambini, capisce come farsi rispettare, e molte altre cose, anche in fatto d'amore.
Oh già, per quanto riguarda il titolo, nel corso della storia, ne verrà spiegato ampiamente il significato, che io trovo incredibilmente bello. Ovviamente non ve lo posso dire, altrimenti vi rovinerei una delle parti più belle!
Credo di aver detto più o meno tutto, a me questo libro è piaciuto davvero molto, l'unica cosa che mi è dispiaciuta, è che forse è troppo breve, ma non importa, dato che è comunque bellissimo.
Lo consiglierei davvero.

lunedì 4 aprile 2011

La maschera di Paola Poggioli, recensione

Titolo: La maschera
Autrice: Paola Poggioli
Genere: Fantasy, Yaoi
Costo: 19.60€
Pagine: 431
Sito dell'autrice (italiana): Axalywordpress
Trama: Città Verde. Un centro portuale ricco, frenetico, abitato da elegante nobiltà e facoltosa borghesia, numerose confessioni religiose e teatro di scambio tra le più grandi città del continente. Un luogo affascinante di cui Shyar ha visto l’altra faccia della medaglia, quella che non si racconta, anche se ha solo quindici anni. Orfano, è stato cresciuto alla Casa di Miseria della città, ed è venuto per lui il tempo di essere mandato a servizio presso un qualche nobile. Un lavoro che ritiene tedioso ed insignificante, perché Shyar ha un carattere strano nonostante le sue umili origini: freddo, altero ed insolente. Un’indole che lo ha reso famoso con gli orfani del quartiere. D’aspetto esile ha la pelle bianca, ricci neri e occhi di un verde-grigio tanto distaccati da manifestare disinteresse per ogni cosa; finché quegli stessi occhi non si posano sul suo nuovo padrone: Xewonyan Ventridys. Il solo mago della città e unico personaggio allo stesso tempo temuto, ammirato ed odiato dall’aristocrazia, la quale fa a gara per accaparrarsene i favori. Shyar diventa il servo personale dell’uomo. Lo Stregone dei Veleni è un individuo oscuro ed imperscrutabile: tanto affascinante e pungente con le donne –suo unico vizio–, quanto pericoloso, crudele, arrogante, imprevedibile e tetramente seducente. L’interesse di Shyar non solo si accende, ma divampa in un sentimento che diviene ossessione ed agonia per un uomo che lo devasta, dice di non volerlo, ma è inevitabilmente attratto da lui.
Recensione: Ho letto questo libro nel giro di due giorni, e al terzo lo stavo già rileggendo. Questo per farvi capire quanto mi sia piaciuto, ma passiamo al commento di questo primo volume.
Dunque, ho trovato la trama molto interessante e ben costruita, una buona base per qualcosa di veramente grande, dato che molte cose ancora non sono state spiegate dettagliatamente, e sono curiosissima di sapere come procederà l'autrice con la trama! Passando ai personaggi, i due protagonisti: Xewon e Shyar, li adoro entrambi, anche se ammetto di avere un debole per lo stregone (Xewon). Il suo carattere complesso e profondo (e per certi punti di vista, un pochino crudele) mi ha affascinato fin dall'inizio, inoltre, anche dalla descrizione fisica mi è piaciuto subito. Parlando di Shyar, anche lui mi piace come personaggio, anche se lo trovo molto più instabile emotivamente, però devo ammettere che in certi momenti sa essere davvero forte. La storia, siccome piuttosto complessa, bisogna seguirla attentamente per comprendere appieno tutto ciò che accade nel corso del libro. Sono convinta che la relazione tra i due protagonisti, sia la cosa più importante all'interno delle pagine, il loro rapporto a volte burrascoso, i momenti felici, quelli tristi, insomma, gira tutto attorno a loro due, cosa che ovviamente mi ha fatto molto piacere, dato che sono anche amante del genere yaoi.
Quindi, credo di poter dire, alla fine, che anche chi magari non ama particolarmente lo yaoi (relazione omosessuale tra due uomini) possa trovare in "La maschera" un buon libro, sia dal punto di vista dello stile di scrittura, sia per quanto riguarda la trama, insomma credo proprio che potrebbe piacere a molti!
Faccio i miei complimenti a Paola per il libro, e spero che presto potremmo vedere nelle librerie il secondo volume della saga.

venerdì 1 aprile 2011

Storia originale inventata da me; Sospesa.


Sospesa

Non riesco a sopportare oltre la tua lontananza: soffro, ogni giorno.
Rivivo incessantemente i brevi ricordi che mi legano a te, i momenti passati vicino al tuo corpo.

Il mio cuore batte rabbiosamente, incapace di raggiungere il tuo.

Non voglio cadere in ginocchio, ho sofferto fin troppo, non avrei la forza di amare di nuovo. Eppure tu mi stai mettendo a dura prova.
Vorrei poterti voltare le spalle, farti credere che non averti al mio fianco non mi creerebbe problemi, ma non sono mai stata brava a mentire, mai. Capiresti immediatamente la mia messa in scena.
Dio, l'immagine del tuo viso mi assale in ogni istante della giornata, la tua voce è un continuo richiamo armonioso che vibra nella mia testa, un grido d'amore incessante, sento ancora il sapore delle tue labbra sulle mie, la sensazione della tua lingua intrecciata alla mia.
Soavemente e silenziosamente ricordo.
Ascolto la tua risata cristallina in questa camera buia.
Di nuovo, è solo un sogno, un breve istante di pura immaginazione.
Maledizione.
Fa male, fottutamente male.
Non posso raggiungerti, sei così lontano, distante.
Scivolo giù dal letto, eseguendo i soliti gesti meccanici, è solo l'abitudine a mandarmi avanti. I ricordi di te si fanno più intensi, quasi soffocanti. Trattengo un singhiozzo e mi ritrovo piegata in due con le mani fra i capelli.
Vorrei poterti almeno sfiorare, ascoltare la tua voce, immergermi nel tuo profumo.
Per un istante, un unico istante, mi basterebbe. O forse no.
Voglio sempre di più.
E' un sentimento che continua a crescere lentamente, avvolgendo ogni mio pensiero di te.
Un respiro lento, per riprendere fiato.
Assaggio il sapore salato di una lacrima, una delle tante che stanno solcando il mio viso in questo momento.
Ripenso alle tue parole.
«Tornerò presto, te lo prometto. Aspettami»
Sto ancora aspettando. Da due mesi ormai.

Mi manchi terribilmente.
Ti amo.

Non te lo farò mai sapere, non ti lascierò intravedere i miei sentimenti.
Continuerò ad essere come sono sempre stata: bisognosa d'affetto, mai stanca di te, disperatamente insaziabile, ma non sono ancora pronta a farti sapere quanto il mio amore verso di te sia esploso mozzandomi il fiato.
Sento un lieve bussare alla porta ed alzo lo sguardo verso l'orologio. Sono le 8.30.
Sicuramente è la vicina, da quando te ne sei andato passa sempre a quest'ora per venirmi a trovare.
Forse le faccio pena, forse crede che tu mi abbia abbandonata.
So che non è così, ne sono certa.
L'ho visto nei tuoi occhi, attraverso i tuoi gesti: tu mi ami, mi ami talmente tanto da farmi star male.
Mi alzo e con fatica raggiungo la porta, la apro lentamente, come faccio ogni volta.
Sono stanca di rivedere le sue rughe e i suoi occhi spenti.
Ma nel momento stesso in cui il tuo volto sorridente mi compare davanti, il mio cuore perde un battito, la tristezza assopita dentro di me viene travolta dalla felicità e mi ritrovo all'istante tra le tue braccia.
Dio quanto mi sei mancato.
Il calore della tua pelle contro la mia. Finalmente.
«Ti amo», sussurro.
Non te lo avevo mai detto, non ero ancora pronta, ma non sono riuscita a resistere.
E' la verita, e non ho potuto nasconderla.
«Lo so. Anch'io ti amo. Mi spiace averti fatta aspettare così a lungo», mi dici affondando il tuo viso fra i miei capelli.
Sorrido, stringendoti con forza contro il mio corpo.
Finalmente sei di nuovo mio.

venerdì 18 marzo 2011

Viaggio in Turchia.

Mete visitate: Antalya - Konya - Cappadocia

28 febbraio.

Il giorno della partenza, la stanchezza iniziale, la fretta di cambiarsi e fare colazione, sperando di non perdere il treno o uccidere qualcuno con zaino e valigia.
Partenza prevista da Torino, destinazione stazione centrale di Milano, e poi da li bus navetta per raggiungere l'aereoporto di Bergamo. Ricerca disperata di una toilette, e poi raggiungimento del punto per imbarcare i bagagli e dopo quello il check in, con coda infinita, scassamento inevitabile di palle più vari tentativi di superamento della fila facendo finta di niente e fischiettando allegramente.
Poi finalmente si arriva al Gate apposito e di nuovo li attesa molto lunga, prima di raggiungere (dopo un miracolo divino) l'aereo con destinazione Istambul.
E il divertimento inizia nel momento in cui in aereporto non c'è nessuno che ci indica in che direzione andare, a parte alcuni che continuano ad indicare il soffitto, ma noi continuiamo a non vedere scale. Dopo qualche minuto di panico finalmente troviamo la strada e di nuovo facciamo il check in, poi arriviamo al Gate, destinazione Antalya. Si sale in aereo e si arriva sani e salvi all'aereoporto, poi aspettiamo di prendere i bagagli.
Il viaggio in aereo è filato liscio, decollo e atterraggio praticamente perfetti, l'unica cosa che resta è una fame e una sete incredibile. Usciti dall'aereoporto ci viene indicato un autubus su cui dovremo salire e li troviamo delle bottigliette d'acqua. Grazie a Dio.
Nell'autobus siamo più o meno una trentina di italiani, che hanno vinto il viaggio grazie a mondolibri o focus. Io, mio cugino e i suoi due amici siamo gli unici giovani di 20'anni. A parte due coppie sui 30'anni gli altri del tour hanno dai 40 ai 60'anni. Che bello.
Arrivo in albergo alle 22.30 e finalmente possiamo mangiare dopo una giornata intera passata a viaggiare.
Il cibo piuttosto buono, dopo una giornata a digiuno forse avrei mangiato qualunque cosa.
L'albergo comunque è splendido, a 5 stelle, con delle camere meravigliose, quella mia e di mio cugino ovviamente è più figa di quella dei suoi amici. Due letti singoli, un bagno e uno matrimoniale, io ovviamente mi impadronisco di quest'ultimo. La visuale dal nostro albergo è semplicemente meravigliosa. (potete vederla in foto qui di fianco. cliccateci sopra per vederla nelle dimensioni reali).

1 marzo.


Questa giornata la passiamo praticamente in pullman, viaggiando da Antalya, passando per Konya per arrivare infine in Cappadocia.
Durante il viaggio ci siamo fermati per visitare una sola cosa: una città sotterranea.
Città scavata completamente nella roccia, costruita in modo tale da garantire la vita alle persone che ci abitavano all'interno per più di 20'anni. Solitamente ci stavano i perseguitati religiosi.
Ho scattato alcune foto dell'interno di questo luogo, ma sfortunatamente non si vedono bene, le rocce sembrano bianche, quando in realtà sono grigie, inoltre a causa della luce del flash certe cose non si capiscono molto bene, se volete però, ho inserito alcune foto del paesaggio che si vede appena usciti da li.
Finita la visita siamo arrivati in albergo e li abbiamo passato la serata.

2 marzo.

In Cappadocia abbiamo visitato Uchisar (la roccaforte) che, se non ricordo male, si tratta di un paese di cui alcune case sono abbandonate a se stesse perchè ancora non si trovano i proprietari, ma ovviamente non è solo questo. (c'è anche qualcos'altro che non ricordo più *sente le cicale*).
Nel frattempo vi faccio vedere alcune foto di quel luogo:

In questo posto abbiamo fatto praticamente solo una passeggiatina semplice, giusto per osservare il panorama. Poi siamo risaliti in pullman e ci siamo avviati alla Valle dei Cacciatori, praticamente si tratta semplicemente di una piccola Valle, con un panorama splendido però, su cui ci sono un sacco di bancarelle che vendono souvenir, abbigliamento vario, cd di musica, cartoline, oggettistica ecc ecc... (vi inserirei alcune foto di quel posto, ma imageshack fa lo stronzo e non me le uppa).
Inoltre, dopo aver visto questo Valle, siamo andati a vedere "I camini delle Fate" (pasabas), si chiamano così per via del fatto che la gente del luogo era convinta che solo delle creature piccole come le fate potessero vivere in strutture così piccole. Potete vedere un'immagine di questi camini delle fate, proprio qui a fianco.
Vi posso assicurare che dal vivo sono anche meglio! Io purtroppo ho potuto fare solo una foto, perchè c'era la strada in salita e siccome avevo mangiato pochissimo quella mattina a colazione, non sono riuscita a proseguire per molto, ma è stato comunque un bello spettacolo.

Dopo di questo siamo andati a pranzare e poi abbiamo visitato Göreme (le chiesi rupestri). All'interno di queste chiese non era possibile fare foto, anzi, siamo stati molto fortunati a poter entrare, perchè da aprile di questo anno vietavano l'ingresso ai visitatori, perchè le strutture stanno iniziando a creparsi e quindi preferiscono mantenerle chiuse al pubblico. Comunque, in questo luogo abbiamo notato alcuni stili di disegno, molto diversi dalle chiese che siamo abituati a vedere qui in Italia, ma comunque molto particolari, belli e pieni di significato. Insomma, una bella visita.
Ah già, giusto per curiosità vostra personale, se non avete mai visto un cammello, bè, l'ho fatto io per voi e ci ho pure fatto alcune foto, da lontano e con lo zoom, perchè c'era un tipo che faceva pagare 3.00€ per una foto. Ma ti pare?! =_= Dunque, se siete interessate cliccate qui o anche qui per vederlo! A fine di tutto questo, siamo tornati in albergo, cenato e dormito.

3 marzo.

Durante questa giornata abbiamo visitato molte cose in meno confronto al 2 marzo, ma non per questo è stato noioso. Tutt'altro.
Dunque, prima di tutto abbiamo visto Avanos (i tappeti), che OH MIO DIO che meraviglia. Avevamo una guida (il tipo pelato nella foto) che parlava perfettamente l'italiano e che ci ha mostrato molte cose.
Entrando praticamente ci siamo trovati di fronte ad una scena del genere:

Mi sembrava quasi di essere tornata indietro di un sacco di anni (se non fosse per l'mp3 all'orecchio della ragazza. xDD)
Comunque, abbiamo visto quelle donne che lavoravano a mano sui telai, mentre la guida ci parlava di quale tipo di "nodo" utilizzavano per fare i tappeti, di quanto tempo ci potevano mettere per finirne uno e che dipendeva dalla dimensione del tappeto e dal tipo di filo utilizzato. Li lavoravano con la lana, il cotone e la seta. Ovviamente i tappeti in seta sono quelli più pregiati (e i più costosi).
Ci ha fatto vedere anche come ricavavano la seta, ovviamente grazie al Baco da seta (cose che io già sapevo, dato che ho fatto una scuola di moda), poi siamo passati in una stanza in cui ci hanno mostrato moltissimi tappeti.
Qui potete vedere, (nella prima foto) il tappeto che ha vinto il premio di "miglior tappeto al mondo del 2007 (o 2008? non ricordo bene)", ovviamente noterete che è davvero splendido, dal vivo è ancora meglio, perchè girandovi attorno si può notare come da un lato sembra più luminoso, mentre dall'altro più cupo, semplicemente bellissimo. Ed ha il suo prezzo: 80.000€ ed è un pezzo unico. Gli altri che vedrete invece sono altri tappeti, alcuni in seta, altri in cotone o in lana!

Dopo di questo abbiamo visto Devret (la valle delle spade), li abbiamo fatto una semplice passeggiata. Paesaggio stupendo, praticamente le rocce sono state modificate dalla pioggia e dal vento ed hanno preso moltissim forme, soprattutto alcune appuntite e fine, da questo deriva appunto il nome "spade". Noterete anche una roccia a forma di cammello, che è quella più famosa.

Poi da qui siamo andati a visitare il Karavanseraglio di Sultanham, il più grande del posto. Di questa cosa ho un vuoto mentale, non ricordo più niente, so solo che il posto mi piaceva.

4 marzo.

Di questa giornata ho le idee piuttosto confuse, non ricordo molto bene che caspita abbiamo visitato, ed anche se c'ho il programma scritto dalla nostra guida, bè, non ricordo nulla comunque. Vabbè, sarà che, siccome mi è piaciuto così tanto ho rimosso tutto quanto per non sentirne la mancanza al mio ritorno. Sicuramente è così.
Comunque sia, durante questa giornata abbiamo visto il Mausoleo di Mevlena, di cui potete vedere le foto qui a fianco, ed infine abbiamo visto la scuola coranica ed astronomica di Karalaj.

5 marzo.

In questa giornata abbiamo visto Perge (bellissima), ero talmente concentrata a guardarmi attorno e a fare foto, che mi sono persa quasi tutta la spiegazione della nostra guida, quindi non posso poi dirvi molto, ma almeno vi faccio vedere il bel paesaggio:

Quest'ultima immagine è sempre dello stesso posto, solo che è in una zona un pò più lontana e si tratta di uno stadio. Inoltre, c'è una leggenda che dice che sono stati gli dei a crearlo.
Quella stessa mattina siamo stati anche a Dogus (oreficeria) che mi ha fatto vivere una specie di inferno, ho avuto un'esperienza terrorizzante...u.ù Sono stata accalappiata da uno che cercava di vendermi dei gioielli in argento, lui parlava in inglese, io capivo, ma siccome non so molto di quella lingua, sapevo rispondere con il minimo indispensabile, e dopo avermi trattenuto per 15 MINUTI sono riuscita a sgattaiolare via e a raggiongere i miei amici, che mi avevano abbandonata per andarsi a bere un fottutissimo "Apple Tea". Mavvaaafff!
Dopo essere scappata (miracolosamente) da quest'orificeria, abbiamo visitato un Museo Archeologico davvero molto bello. C'erano alcune statue che mi facevano venire la bava alla bocca! *amante delle sculture*. E vi posto tre immagini di alcune cose che ho fotografato:

Dopo di questo invece abbiamo visto le Cascate di Dûdem, mentre ci stavamo avvicinando, ci sembrava una specie di discarica (non per la puzza, ma perchè sembrava talmente piccina) poi invece abbiamo visto che non era poi così male. Vi inserisco, qui a lato, una foto della cascata e una del paesaggio che c'era li intorno, spero vi piacciano entrambe.
Quella stessa sera abbiamo cenato in un locale, il Suttan Saray, ed abbiamo assistito ad una serata tipica del posto, osservando la danza del ventre sia maschile che femminile più altri balli di gruppo davvero molto belli. Purtroppo di questa serata non ho nessuna foto, ma vi posso assicurare che l'uomo (seppur inizialmente non riuscivo a capire di che sesso era, da come lo avevano conciato) è stato semplicemente spettacolare nel fare la danza del ventre, mai visto un uomo muoversi con così tanta facilità e a ritmo di musica, uno spettacolo incredibile. La donna invece era molto bella, anche brava, ma non era niente confronto al ragazzo.

6 marzo.

Questa è stata l'unica brutta giornata che abbiamo incontrato durante tutta la settimana, infatti non ho nessuna foto perchè avevo paura si rovinasse la macchina fotografica.
Comunque, abbiamo assistito ad una sfilata in pelle, di certo molto bella, peccato che ci fossero solo capi in pelle o anche in pelliccia. (e dopo uno shock in gita scolastica ad una mostra di pelliccia non ne voglio più sapere niente). C'era un modello comunque che non era niente male.
Dopo la sfilata abbiamo pranzato e siamo stati al Porto Vecchio. Bè, per modo di dire, dato che, siccome diluviava io, mio cugino e i suoi due amici, abbiamo fatto a tempo ad andare in un bar e a restarci fino al momento in cui saremmo dovuti tornare in pullman.
In compenso la pioggia è stata anche una cosa positiva, perchè siamo potuti tornare in albergo e passare il tempo come meglio ci piaceva.
Infatti, dalle 17.30 fino alle 20.00 siamo stati sia in una piscina interna che alla sauna dell'albergo, ovviamente tutto gratuitamente.
Che splendore.

7 marzo.

L'ultimo giorno, semplicemente ci siamo svegliati presto, fatto colazione rapida, raggiunto l'aereoporto di Antalya e fatto il viaggio al contrario, quindi: Antalya-Istambul ed Istambul-Bergamo.
Dall'aereoporto di Bergamo siamo andati alla stazione di Milano Centrale in autobus.
E da li, io e gli altri tre ci siamo divisi. Io sono tornata in Veneto, mentre loro sono andati in Piemonte.
E così ho finito la mia bellissima e splendida vacanza in Turchia!

giovedì 24 febbraio 2011

la sfigah mi perseguita.


Dunque, mi sto chiedendo...come mai non mi è arrivato il libro "La maschera"? eh? perchè? PERCHE'? Lo stavo aspettando con così tanta trepidazione ed invece niente! ç_ç
Se questa non si chiama sfigah...
Comunque, e fin qui vabbè ho avuto un pò di incazzatura, ma poi è passata (no, in realtà c'ho le balle girate ancora adesso, ma facciamo finta di nulla) e la botta finale è arrivata quando ho letto che mi è stato cancellato anche l'ordine di "Un soffio di gelo". Eccheccazz! Ma allora è una congiura contro di me! T_T
*sospira*
E dulcis in fundo il libro "La principessa sul pisello" della Littizzetto con copertina bianca, mi è arrivata con sfumature marrone/grigiastre. ç_ç
ARGH! Orrore.
Per poco non mi disperavo, odio i libri con le pieghette, figurarsi i libri sporchi. =__=
Ma qualcosa di bello in tutta sta sfiga del cavolo c'è.
Il 28 febbraio me ne vado in Turchia per una settimana, spero solo di divertirmi e di passare una bella vacanza! Ed ovviamente passerò tutte le giornate con la macchinetta fotografica in mano, a scattare foto anche ai sassi.
Eh si! Perchè in Turchia non ci si va mica tutti i giorni.
Comunque, ovviamente cercherò di fare un bel resoconto al mio ritorno, sempre se i miei neuroni non saranno completamente sfasati dalla tristezza (o dalla felicità ?) del ritorno a casa.
Oh, e un'altra cosa positiva delle vacanze c'è.
Le compere.
Credo di aver acquistato più cose in questi ultimi mesi confronto a tutte le spese dell'anno scorso. Sul serio, quando bisogna fare un viaggio ci si accorge di non avere praticamente nulla a casa. E allora si inizia a passare da negozio a negozio con la speranza di accaparrarsi il minimo necessario.
La parte più divertente però, arriva nel momento in cui si parte, giusto nei primi cinque minuti, quando ci si accorge di aver dimenticato qualcosa di importante a casa e allora ci si ritrova a maledirsi mentalmente per l'idiozia avuta nel farsi la valigia.
Mio Dio, ma proprio quando si parte ci si deve ricordare di tutti i particolari?
Farseli venire in mente prima no?!

domenica 13 febbraio 2011

Dove finisce il fiume di Charles Martin, recensione


Titolo: Dove finisce il fiume
Autore: Charles Martin
Genere: Romantico
Prezzo: Corbaccio editore: 18.60€ / Versione TEA: 8.90€
Pagine: 423
Trama: Lui un giovane artista spiantato cresciuto in una roulotte in Georgia. Lei la bellissima figlia di un potente senatore della Carolina del Sud. Ma quando Doss Michaels e Abigail Grace Coleman si incontrano, entrambi capiscono all'istante di aver trovato l'anima gemella e si sposano, contro il volere del padre di lei. Un matrimonio perfetto, ma dopo dieci anni di felicità, il mondo crolla loro addosso: Abigail si ammala gravemente, lotta contro la malattia con tutte le sue forze e con Doss sempre al suo fianco. Quando capisce che non c'è più nulla da fare, decide di impiegare il poco tempo che le rimane, le poche energie residue, nel realizzare dieci desideri, dieci cose per cui vale ancora la pena di lottare. Doss sa che per assecondarla dovrà praticamente rapirla, sa che il padre si opporrà con tutte le sue forze a questa "follia", sa che lui e Abbie dovranno vivere come fuggitivi, inseguiti dalla polizia. Sa, ma non gli importa: l'unica cosa che conta per lui è far diventare realtà i sogni di Abbie, soprattutto l'ultimo, quel lungo viaggio sul fiume che lui le aveva promesso fin da quando erano fidanzati. E Doss farà di tutto... fin dove finisce il fiume.
Recensione: Dove finisce il fiume è una storia che racchiude all'interno delle sue pagine un racconto di amore vero.
Il libro è diviso in due tempi, il "presente", momento in cui i due protagonisti attraversano il fiume, mentre Doss fa di tutto per esaudire tutti i 10 desideri di sua moglie, prima della morte inevitabile di quest'ultima, ed il "passato" che narra la storia di entrambi, di come si sono conosciuti e di come hanno imparato ad amarsi, di come lei sia riuscita a far maturare la capacità di dipingere di lui, ed ovviamente descrive le difficoltà che hanno vissuto non appena hanno scoperto che lei era malata di cancro al seno e di seguito al cervello.
E' un racconto vivo e forte, che trasporta il lettore in ogni istante descritto nel libro, in molti punti è anche realistico.
A parte la trama comunque, che è davvero molto bella e ben strutturata, ci sono alcune parti del libro che mi hanno davvero commosso, per esempio, quando Doss chiede a Abbie di sposarlo.

Lei scosse il capo «Doss, io non sono la donna che appare sulle riviste. Quella donna on esiste. E' una finzione di...»
«Io non sono innamorato di quella donna.»
«Si, ma... io sono solo un'immagine. Loro mi mettono in un computer, spianano le rughe, rimpiccioliscono il naso, tirano in dentro il mento, assottigliano le guance...» Si mise le mani a coppa sotto i seni: «Mi ingrandiscono le tette».
Scossi il capo. «Io sono innamorato della Abbie che è qui davanti a me.»
Lei si inginocchiò, mettendosi con gli occhi alla mia altezza. «E quando sarò vecchia e brutta, cascante in tutti i punti sbagliati?»
«Abigail Coleman, non sto sposando l'idea di te. O anche solo il tuo ricordo. Io sto sposando te. Non preoccuparti per quella che potresti diventare. Amo anche lei. Persino di più. Accetterò il male perchè questo significa che avrò vissuto per conoscere il bene.»


Praticamente in questa parte Abbie è spaventata che Doss le chieda di sposarla solo per ciò che appare e non per ciò che è, e trovo che le parole di lui siano semplicemente splendide.
Inoltre, quando poi le verrà diagnosticato il cancro e farà tutti gli esami per combatterlo ed inizierà a diventare più brutta esteriormente, perdita di capelli e asportazione del seno, proprio in quel momento si nota l'amore profondo di Doss verso di lei. Le resterà accanto per tutto il tempo necessario.

Appoggiò la testa contro il muro, si battè sul petto e disse: «Come puoi amare questo?»
«Tesoro, non ti ho sposato per le tue tette. Non fraintendermi, mi mancano, e una volta sconfitta questa cosa, forse potremo riaverle, ma... te l'ho già detto. Non ho sposato la donna che stava sulle copertine delle riviste.»
Lei parlava tra i singhiozzi. «Ma perchè lo fai? Perchè? Tu non hai una vita.»
Tenni la sua mano nella mia, facendo girare il suo anello intorno al dito ossuto.
[.....]
Attaccai con il nastro adesivo le 20x25 a tutti gli specchi della casa. Abbie non poteva guardarsi allo specchio senza vedere com'era una volta. Appesi i poster alla fine di ciascun corridoio, così ogni volta che lei girava un angolo, le veniva ricordato che il suo corpo una volta aveva quell'aspetto. Poi la condussi in giro per casa. La reazione di Abbie fu di odio. Odiava vedere le foto di se stessa. Non era mai stata una che stesse a guardarle, prima, e agitò la mano in gesto di rifiuto. «Toglile. Non le voglio.»
«Abbie, non mi interessa se le vuoi o no. Restano lì.»
«Ma... perchè?»
«Lo specchio mente.»


Spero di avervi incuriosito almeno un pò con questa recensione, inoltre spero che i vari pezzi che ho preso dal libro vi interessino e vi facciano capire come è ben scritto e profondo.
Un'ultima cosa, vi avverto, il primo capitolo è veloce da leggere, ma all'inizio certi capitoli sono un pò noiosi, lo scrittore si mette a descrivere nei minimi particolari tantissime cose che poteva anche lasciar perdere, ma come vi ho detto, dopo un inizio incerto, la storia diventa splendida.

martedì 8 febbraio 2011

Torment di Lauren Kate, recensione.


Titolo: Torment
Autrice: Lauren Kate
Pagine: 464
Prezzo: 17.00€
Trama: Quando Daniel apre le ali e si allontana nel cielo, Luce si sente smarrita. Rimarrà in un collegio della California per chissà quanto tempo, a mille miglia da casa, senza di lui. È questo il dolore più grande: perché lui è il suo amore da sempre, l’angelo caduto che dà un senso alla sua vita.
Luce stenta a capire quello che succede. A lei, a loro, al mondo. Infuria una guerra tra potenze celesti e infernali, ombre minacciose la incalzano. E poi ci sono le insidie del cuore: l’incontro con un ragazzo dolce e incredibilmente normale…
Recensione: Torment, è il seguito di Fallen, e per quanto il primo libro della serie mi sia piaciuto molto, non posso dire altrettanto di questo secondo volume.
Non appena ho concluso la lettura di Torment la prima domanda che mi sono posta è stata: "ma questo libro, a cosa è servito esattamente?"
Eh si, perchè in questo volume, non viene svelato nulla di più di ciò che già si era scoperto in Fallen, a parte ovviamente qualche piccola novità. Ad esempio, nella permanenza al collegio, Luce si fa qualche nuova amicizia, fra tutti spuntano maggiormente: Shelby che dapprima si dimostra scontrosa nei suoi confronti, ma che in seguito migliora (tra le due si creerà un buon rapporto), e poi c'è Miles un ragazzo che in molte occasione riesce a farla stare bene e a farla sorridere.
A Daniel e a Cam, personaggi che erano stati ben presentati in Fallen e che erano molto presenti nelle varie pagine, qui vengono un pò tralasciati, soprattutto il secondo, che si vede in pochissimi capitoli, giusto qualche apparizione ogni tanto insomma. Nel corso della storia ritornano anche Roland e Arianne due personaggi che io personalmente adoro.
In questo secondo volume, appaiono delle nuove creature: gli esclusi, e sia gli angeli caduti dalla parte del male che quelli dalla parte del bene cercano di tenerli lontani da Luce, perchè non vogliono che questa cada nelle loro mani.
Un'altra novità in questo libro sta nel fatto che Luce inizia a conoscere meglio gli Annunziatori, e cerca in essi le risposte che da tanto desidera sul suo passato, in questa sua ricerca viene aiutata sia da Shelby che, in seguito, da Miles.
La situazione sentimentale di Luce, in questo libro viene messa molto alla prova, infatti si ritroverà a litigare con Daniel ad ogni loro incontro e quando sembra che tutto vada per il meglio le cose sembreranno precipitare.
Insomma, più o meno è questo quello che succede in Torment, e devo ammettere che mentre sfogliavo le pagine di questo volume, la mia simpatia è andata tutta verso Cam e Miles, soprattutto verso quest'ultimo che trovo molto più adatto a Luce. Per quanto riguarda Daniel, sinceramente non mi piace molto, a parer mio è scaduto molto come personaggio.
In conclusione, questo libro non lo consiglierei, e se prima avrei suggerito l'acquisto di Fallen ora non lo farei, non perchè quel primo volume non sia bello, tutt'altro, ma perchè alla fine il lettore si ritroverebbe a leggere anche il seguito, che a me ha lasciato particolarmente delusa, ovviamente poi dipende dai gusti, certo, e chissà, forse dopo aver letto il terzo e il quarto volume di questa saga potrei anche cambiare idea.

mercoledì 2 febbraio 2011

Sola come un gambo di sedano di Luciana Littizzetto. Recensione.


Titolo: Sola come un gambo di sedano
Autrice: Luciana Littizzetto
Pagine: 219
Costo: 9.50€ / 13.00€
Trama: Luciana Littizzetto è, per sua stessa definizione, una "single un po' frollata". Alle prese cioè con uomini incerti, inconcludenti, col calzino bianco e ignoranti della gerarchia temporale che, al ristorante, deve regnare fra la caponata e il dessert. Una condizione grottesca che, come se già di per sé non bastasse, va a scontrarsi anche con un mondo dal perdurante maschilismo, con una moda fatta su misura per il corpo di Naomi Campbell (e soltanto per il suo) e con costanti autoflagellazioni per ottenere impercettibili avanzamenti nella battaglia di nervi con i propri inestetismi. Questo libro raccoglie gli sfoghi di una donna tragicamente e comicamente contemporanea.
Estratto del libro: «Io vorrei conoscere di persona gli ideatori della pubblicità degli assorbenti femminili. Secondo me sono tutti uomini. E sostanzialmente pazzi.
Io non mi do pace. Cercate di fare mente locale. Secondo loro, noi donne, durante tutto il mese non facciamo niente. Al massimo due salti in padella. Ma in quei giorni, e solo in quei giorni, ci parte una vena e facciamo nell'ordine: la ruota in palestra, la finale di un torneo di pallavolo, ci aggrappiamo a un semaforo e facciamo la girabolta, balliamo il tango, lanciamo gavettoni, si incastra una merda di aquilone su un albero e saliamo noi sulla scala a riprenderlo, saltiamo persino di schiena in ascensore per specchiarci il didietro e verificare che non ci siano tracce sospette (avendo noi messo, naturalmente, un bel paio di pantaloni bianco latte. Perchè siamo cretine). Ma non è orribile? Non è assolutamente brutto da vedere?».

Recensione: In queste 219 pagine Luciana Littizzetto parla di moltissime cose, in modo ironico ed umoristico.
Passa da un argomento all'altro con molta velocità e destrezza lasciando al lettore un sorriso sulle labbra dall'inizio alla fine e parecchie cose su cui riflettere. Mi sono divertita moltissimo a leggere questo suo libro, e devo ammettere che non vedo l'ora di poter leggere anche: "La principessa sul pisello", che ho ordinato e spero di ricevere al più presto a casa.
E' un libro che mi ritroverei a consigliare a tutte le donne/ragazze che vorrebbero leggere qualcosa di leggero e spassoso scritto in modo da non annoiare mai. I capitoli sono brevissimi (due facciate praticamente) per cui è molto veloce sia da leggere che da comprendere. Le frasi sono corte e dirette, insomma, un ottimo libro.
Soprattutto per chi vuole divertirsi un pò.

sabato 22 gennaio 2011

La Maschera, di Paola Poggioli. libro Yaoi italiano.

Autrice: Paola Poggioli
Costo: 19.60€
Presentazione: La Maschera è la storia di un amore che diviene quasi follia, il racconto di un ragazzo dalle doti uniche e dell’uomo dall’immenso potere che lo porterà a svilupparle.
Per leggere una trama più approfondita, andate qui: click me.
Sito dell'autrice (italiana): Axalywordpress

Ho trovato delle informazioni su questo libro quasi per caso, stavo quasi perdendo le speranze perchè ero ormai convinta che fosse impossibile leggere, qui in Italia, un libro yaoi. Ed invece no!
Ho scoperto "la maschera" e ringrazio tantissimo l'autrice per averlo scritto. Ho letto i primi sette capitoli sul suo sito e me ne sono innamorata, l'ho cercato in molte librerie, ma nulla, avrei dovuto ordinarlo e spendere anche un costo in più per le spese di spedizione.
Di nuovo ero convinta che non avrei potuto averlo ed invece, mi sono imbattuta sul sito IBS e li l'ho trovato addirittura scontato!
Ovviamente, ho fatto immediatamente l'ordine, e non vedo l'ora che mi arrivi a casa! Non appena lo avrò letto, state pur certi che farò, nel minor tempo possibile, una recensione!

domenica 16 gennaio 2011

Inaugurazione blog, con una storia inventata da me.

Una breve storia per inaugurare il mio blog.
Si lo so, è molto triste, solitamente prediligo altri temi, ma ho voluto provare qualcosa di nuovo.

Silenzioso Addio
impedisci alla tua ragione di prendere il sopravvento, uccidila.

Osserva. Un lieve bagliore appena accennato, e la foschia si dirada.
Cominci a vedere una piccola ombra, l'inizio della forma che si staglierà contro di te.
Due piccoli fari. Gialli. Uguali.
Resti immobile, nel mezzo della strada. Ancora poco, ancora poco: pensi. E chiudi gli occhi, perchè non vuoi assistere all'impatto, ancora non vuoi credere a ciò che stai per fare. Stringi i pugni e sbatti i piedi per terra, chini il capo.
Dio se farà male. Speri di non sentire nulla eppure sai che è inevitabile.
Lo scontro dirompente, le tue ossa che scricchiolano, le urla del conducente dell'auto, i polmoni che si schiacciano, l'aria che viene risucchiata e ti lascia senza fiato, a terra. Sputi sangue.
Apri gli occhi e non vedi niente. Chiudi gli occhi e non vedi niente.
Non lo avevi immaginato così, credevi sarebbe stato diverso, più immediato, meno distruttivo.
Vuoi cambiare posizione, il dolore che senti al petto è lancinante, ma non ci riesci, il tuo corpo ormai è morto, completamente inesistente nella sua interezza. Vorresti urlare, ma non ne hai la forza. Non hai più voce.
Apri la bocca, sperando di ricevere un pò d'aria, ma ciò che senti è solo uno spasmo acuto all'altezza della gola, e un lieve sentore di raschiamento, respiri a fatica.
Avverti un fastidioso rumore avvicinarsi sempre di più.
Sono dei tacchi.
Dio, come odi quel suono, ti ricorda lei.
Non riesci a vedere, non riesci a parlare, non riesci nemmeno a percepire il tuo corpo, eppure puoi ancora sentire, ascoltare.
Perchè il destino deve essere così fottutamente stronzo?
E poi senti la voce di lei, la conducente dell'auto che ti ha ridotto così, che ti ha aiutato a realizzare ciò che volevi.
«Oh mio Dio! Che ho fatto!»
Vorresti scoppiare a ridere, ma sai di non poterlo fare.
Ed in quel momento ringrazi Dio, per averti tolto la sensibilità alle mani e alle braccia, altrimenti sei sicuro che ti saresti lanciato contro quella donna in piedi al tuo fianco, sul suo grazioso e delicato collo e lo avresti stretto con quanta più foga possibile. Ancora e ancora. Come già avevi fatto con lei.
Lei che ormai riposa in una tomba fredda, sotto terra.
Ah l'amore!
Per lei avresti fatto di tutto, qualunque cosa, eppure lei ti ha voltato le spalle, distrutto l'anima, e riso di te.

sparami al cuore e poi dimmi che non fa male.

Ed ora per lei sei disposto a morire. Vorresti poter ridere, ma non ti è possibile.
Accarezzi per l'ultima volta l'immagine di lei, distesa al tuo fianco, sul tuo letto.
E sai che quell'idea può diventare realtà.
Presto anche tu sarai solo carne, distesa al suolo, sotto terra, in una tomba fredda. Come lei.
Un ultimo respiro prima del momento decisivo, un ultimo rantolo di vita, per poi sprofondare nel buio assoluto: in un silenzioso addio.