
Sospesa
Rivivo incessantemente i brevi ricordi che mi legano a te, i momenti passati vicino al tuo corpo.
Il mio cuore batte rabbiosamente, incapace di raggiungere il tuo.
Non voglio cadere in ginocchio, ho sofferto fin troppo, non avrei la forza di amare di nuovo. Eppure tu mi stai mettendo a dura prova.Vorrei poterti voltare le spalle, farti credere che non averti al mio fianco non mi creerebbe problemi, ma non sono mai stata brava a mentire, mai. Capiresti immediatamente la mia messa in scena.
Dio, l'immagine del tuo viso mi assale in ogni istante della giornata, la tua voce è un continuo richiamo armonioso che vibra nella mia testa, un grido d'amore incessante, sento ancora il sapore delle tue labbra sulle mie, la sensazione della tua lingua intrecciata alla mia.
Soavemente e silenziosamente ricordo.
Ascolto la tua risata cristallina in questa camera buia.
Di nuovo, è solo un sogno, un breve istante di pura immaginazione.
Maledizione.
Fa male, fottutamente male.
Non posso raggiungerti, sei così lontano, distante.
Scivolo giù dal letto, eseguendo i soliti gesti meccanici, è solo l'abitudine a mandarmi avanti. I ricordi di te si fanno più intensi, quasi soffocanti. Trattengo un singhiozzo e mi ritrovo piegata in due con le mani fra i capelli.
Vorrei poterti almeno sfiorare, ascoltare la tua voce, immergermi nel tuo profumo.
Per un istante, un unico istante, mi basterebbe. O forse no.
Voglio sempre di più.
E' un sentimento che continua a crescere lentamente, avvolgendo ogni mio pensiero di te.
Un respiro lento, per riprendere fiato.
Assaggio il sapore salato di una lacrima, una delle tante che stanno solcando il mio viso in questo momento.
Ripenso alle tue parole.
«Tornerò presto, te lo prometto. Aspettami»
Sto ancora aspettando. Da due mesi ormai.
Mi manchi terribilmente.
Ti amo.
Continuerò ad essere come sono sempre stata: bisognosa d'affetto, mai stanca di te, disperatamente insaziabile, ma non sono ancora pronta a farti sapere quanto il mio amore verso di te sia esploso mozzandomi il fiato.
Sento un lieve bussare alla porta ed alzo lo sguardo verso l'orologio. Sono le 8.30.
Sicuramente è la vicina, da quando te ne sei andato passa sempre a quest'ora per venirmi a trovare.
Forse le faccio pena, forse crede che tu mi abbia abbandonata.
So che non è così, ne sono certa.
L'ho visto nei tuoi occhi, attraverso i tuoi gesti: tu mi ami, mi ami talmente tanto da farmi star male.
Mi alzo e con fatica raggiungo la porta, la apro lentamente, come faccio ogni volta.
Sono stanca di rivedere le sue rughe e i suoi occhi spenti.
Ma nel momento stesso in cui il tuo volto sorridente mi compare davanti, il mio cuore perde un battito, la tristezza assopita dentro di me viene travolta dalla felicità e mi ritrovo all'istante tra le tue braccia.
Dio quanto mi sei mancato.
Il calore della tua pelle contro la mia. Finalmente.
«Ti amo», sussurro.
Non te lo avevo mai detto, non ero ancora pronta, ma non sono riuscita a resistere.
E' la verita, e non ho potuto nasconderla.
«Lo so. Anch'io ti amo. Mi spiace averti fatta aspettare così a lungo», mi dici affondando il tuo viso fra i miei capelli.
Sorrido, stringendoti con forza contro il mio corpo.
Finalmente sei di nuovo mio.
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