mercoledì 13 aprile 2011

L'ordine della Quercia Velenosa di Brent Hartinger, recensione


Titolo: L'ordine della Quercia Velenosa
Autore: Brent Hartinger
Genere: tematiche omosessuali
Prezzo: 10.00€
Pagine: 160
Trama: Russel Middlebrook, lo studente della Robert L. Goodking High School, insieme agli amici Min e Gunnar ha fondato il gruppo gay-etero e bisessuale del liceo. E questo non ha fatto di lui lo studente più popolare della scuola. Anzi… Finisce l’anno scolastico e con gli amici di sempre decide di lavorare come animatore in un campo estivo. Appena arrivato al campo, si invaghisce di un altro animatore, certo Web, un fusto molto disinvolto, che ama immergersi nudo nel laghetto del campo, ma che sembra più attratto dalla sua amica Min. Una storia che avrà svolte e sviluppi imprevisti e anche inquietanti.
Ad occupare, però, il tempo di Russel Middlebrook è anche un gruppo di pestiferi bambini di dieci anni, accomunati dall’essere ustionati gravi. Con loro stabilisce presto un rapporto di forte vicinanza, visto che, come ricorda lo stesso Russel, “So cosa significa essere considerato uno stereotipo – so cosa significa essere giudicato negativamente e in modo frettoloso”. Proprio il rapporto con quei bambini porterà Russel a una maggiore consapevolezza di sé e dei propri valori.
Recensione: E' un libro molto semplice, ma in poche pagine, riesce comunque a trasmettere un significato profondo. La storia mette in rilievo le difficoltà che un ragazzo gay può trovare all'interno di una scuola, fra i suoi compagni di classe, e la libertà che riesce a provare allontanandosi da tutto questo.
Il protagonista di questo libro è: Russel, ma di lui voglio parlare in seguito, prima parto dai suoi due migliori amici: Min e Gunnar.
Gunnar è un ragazzo etero, che all'inizio di questo romanzo, decide di non volere più nemmeno provare ad avere una ragazza, dato che, ogni volta che ci prova con qualcuna, finisce per essere rifiutato, rimanere deluso o fare brutte figure. Questo personaggio mi è piaciuto fin da subito, si forse inizialmente poteva sembrare parecchio strano, ma alla fine è migliorato di parecchio. Nel corso della storia, ci si trova di fronte alla sua goffaggine, alla sua insicurezza, ma anche alla forza che sa tirar fuori nei momenti del bisogno. Insomma, l'ho già detto che mi piace?!
Poi c'è Min, lei è bisessuale, e sinceramente non mi è mai stata molto simpatica, a parte verso la fine del libro. Diciamo che di lei poi non si riesce a capire molto, perchè non discute molto con il protagonista, se non per parlare di ragazzi, quindi bè, posso dire forse che il suo personaggio è un pò "piatto", ma sicuramente necessario alla storia. Al campo estivo intreccierà un qualcosa che potrebbe definirsi relazione (??) con Web, uno degli animatori più sexy, di cui ovviamente, anche il protagonista sarà invaghito.
Passando ai personaggi più importanti con cui i protagonisti avranno a che fare al campo estivo. Dunque, sono: Em, Otto e il già citato Web.
Em è una ragazza eterosessuale e fin da subito mi è stata simpatica, anche se anche lei, come Gunnar, mi è sembrata piuttosto "strana" all'inizio. Più si va avanti, più si nota invece come abbia un carattere piuttosto forte, inoltre si prenderà una cotta per il caro Gunnar, si, avete capito bene, il migliore amico di Russel, quello negato a trattare con le ragazze, ed infatti al loro primo incontro si ritroverà a scivolare sopra ad una cacca e a cadere in un ruscello. Bello vero?!
Comunque sia, lei mi piace.
Poi c'è Otto, un'altro animatore. Inizialmente mi pareva piuttosto impacciato o stupido, non saprei ben dire, subito dopo qualche pagina però, ha iniziato a piacermi davvero moltissimo, è molto gentile, sensibile e buono. Otto, ha una cicatrice sul viso, ed è interessante vedere come inizialmente questa cosa metta un pò a disagio il protagonista, e osservare poi come questa cosa cambia. C'è un punto, bellissimo secondo me, in cui la visione del protagonista verso la cicatrice di Otto inizia a cambiare, a parole non saprei spiegarlo bene, quindi inserisco direttamente il pezzo:

Otto ha una voce così fantastica che quasi lo trasforma fisicamente. Come è possibile dire una cosa del genere senza sembrare un idiota? Non lo so, e perciò lo dico lo stesso.
Il suo modo di cantare lo fa sembrare normale. E' una cosa stranissima. Improvvisamente, vedo in lui delle cose che non ho mai notato prima. I suoi occhi, per esempio, sono di un colore davvero inconsueto - scuri ma caldi, come un ciliegio. E il suo corpo, magro e sodo, con grandi polpacci e avambracci. E quanto alla cicatrice sul viso, più canta, più sembra svanire davanti ai miei occhi. Ma non è proprio così. La sua cicatrice non sta scomparendo. Semplicemente sembra normale, non come una qualsiasi altra cicatrice. In questo esatto momento, giurerei che Otto è... bè, un ragazzo bellissimo.


Ecco. E' una parte che davvero mi è piaciuta molto. (Si, anche perchè, ormai lo si è capito, Otto mi piace davvero tanto).
Passiamo quindi a Web, il ragazzo più sexy del campo.
Hanno un debole per lui sia Russel che Min, ma a me sinceramente non è mai piaciuto, a parte nelle prime righe, dove il protagonista per la prima volta lo vedeva. Comunque sia, Web è il classico "cattivo ragazzo" ed è facile capire il perchè ci si possa prendere una cotta per lui, ed ovviamente non ci si bisogna dimenticare del suo fisico incredibilmente sexy. Bah, non mi voglio dilungare troppo su di lui, quindi passo direttamente a parlare del protagonista.
Dunque, Russel è gay e a scuola non ne può più delle continue prese in giro da parte dei compagni ed è per questo che è felicissimo di sapere che per tutta l'estate sarà lontano dall'ambiente in cui tutti lo additano come "il ragazzo gay" o frocio che dir si voglia.
Inoltre in questo campo dovrà fare da animatore a dei bambini ustionati gravi, chi meglio di lui può riuscire a comprenderli? Vi inserisco un altro pezzo molto bello che può farvi capire meglio cosa intendo:

«Di solito le persone ustionate vengono trattate come dei mostri» mi dice Jean. «Ma noi non siamo dei mostri. E nelle prossime due settimane il vostro compito sarà quello di fare in modo che nessuno di questi bambini si senta un mostro. Per loro questa è la sola occasione di dimenticarsi del loro aspetto fisico».
Ascolto con grande attenzione e ogni tanto intervengo nei gruppi di discussione. Ma la verità è che non penso di avere bisogno di quelle informazioni. Dopo tutto sono gay. So cosa significa essere considerato uno stereotipo - so cosa significa essere giudicato negativamente e in modo frettoloso. Di sicuro non sarò io a infliggere lo stesso trattamento a qualcun altro.


Spero che abbiate capito cosa intendevo. Inoltre, posso dire che il protagonista compie una maturazione stando a contatto con i bambini, capisce come farsi rispettare, e molte altre cose, anche in fatto d'amore.
Oh già, per quanto riguarda il titolo, nel corso della storia, ne verrà spiegato ampiamente il significato, che io trovo incredibilmente bello. Ovviamente non ve lo posso dire, altrimenti vi rovinerei una delle parti più belle!
Credo di aver detto più o meno tutto, a me questo libro è piaciuto davvero molto, l'unica cosa che mi è dispiaciuta, è che forse è troppo breve, ma non importa, dato che è comunque bellissimo.
Lo consiglierei davvero.

lunedì 4 aprile 2011

La maschera di Paola Poggioli, recensione

Titolo: La maschera
Autrice: Paola Poggioli
Genere: Fantasy, Yaoi
Costo: 19.60€
Pagine: 431
Sito dell'autrice (italiana): Axalywordpress
Trama: Città Verde. Un centro portuale ricco, frenetico, abitato da elegante nobiltà e facoltosa borghesia, numerose confessioni religiose e teatro di scambio tra le più grandi città del continente. Un luogo affascinante di cui Shyar ha visto l’altra faccia della medaglia, quella che non si racconta, anche se ha solo quindici anni. Orfano, è stato cresciuto alla Casa di Miseria della città, ed è venuto per lui il tempo di essere mandato a servizio presso un qualche nobile. Un lavoro che ritiene tedioso ed insignificante, perché Shyar ha un carattere strano nonostante le sue umili origini: freddo, altero ed insolente. Un’indole che lo ha reso famoso con gli orfani del quartiere. D’aspetto esile ha la pelle bianca, ricci neri e occhi di un verde-grigio tanto distaccati da manifestare disinteresse per ogni cosa; finché quegli stessi occhi non si posano sul suo nuovo padrone: Xewonyan Ventridys. Il solo mago della città e unico personaggio allo stesso tempo temuto, ammirato ed odiato dall’aristocrazia, la quale fa a gara per accaparrarsene i favori. Shyar diventa il servo personale dell’uomo. Lo Stregone dei Veleni è un individuo oscuro ed imperscrutabile: tanto affascinante e pungente con le donne –suo unico vizio–, quanto pericoloso, crudele, arrogante, imprevedibile e tetramente seducente. L’interesse di Shyar non solo si accende, ma divampa in un sentimento che diviene ossessione ed agonia per un uomo che lo devasta, dice di non volerlo, ma è inevitabilmente attratto da lui.
Recensione: Ho letto questo libro nel giro di due giorni, e al terzo lo stavo già rileggendo. Questo per farvi capire quanto mi sia piaciuto, ma passiamo al commento di questo primo volume.
Dunque, ho trovato la trama molto interessante e ben costruita, una buona base per qualcosa di veramente grande, dato che molte cose ancora non sono state spiegate dettagliatamente, e sono curiosissima di sapere come procederà l'autrice con la trama! Passando ai personaggi, i due protagonisti: Xewon e Shyar, li adoro entrambi, anche se ammetto di avere un debole per lo stregone (Xewon). Il suo carattere complesso e profondo (e per certi punti di vista, un pochino crudele) mi ha affascinato fin dall'inizio, inoltre, anche dalla descrizione fisica mi è piaciuto subito. Parlando di Shyar, anche lui mi piace come personaggio, anche se lo trovo molto più instabile emotivamente, però devo ammettere che in certi momenti sa essere davvero forte. La storia, siccome piuttosto complessa, bisogna seguirla attentamente per comprendere appieno tutto ciò che accade nel corso del libro. Sono convinta che la relazione tra i due protagonisti, sia la cosa più importante all'interno delle pagine, il loro rapporto a volte burrascoso, i momenti felici, quelli tristi, insomma, gira tutto attorno a loro due, cosa che ovviamente mi ha fatto molto piacere, dato che sono anche amante del genere yaoi.
Quindi, credo di poter dire, alla fine, che anche chi magari non ama particolarmente lo yaoi (relazione omosessuale tra due uomini) possa trovare in "La maschera" un buon libro, sia dal punto di vista dello stile di scrittura, sia per quanto riguarda la trama, insomma credo proprio che potrebbe piacere a molti!
Faccio i miei complimenti a Paola per il libro, e spero che presto potremmo vedere nelle librerie il secondo volume della saga.

venerdì 1 aprile 2011

Storia originale inventata da me; Sospesa.


Sospesa

Non riesco a sopportare oltre la tua lontananza: soffro, ogni giorno.
Rivivo incessantemente i brevi ricordi che mi legano a te, i momenti passati vicino al tuo corpo.

Il mio cuore batte rabbiosamente, incapace di raggiungere il tuo.

Non voglio cadere in ginocchio, ho sofferto fin troppo, non avrei la forza di amare di nuovo. Eppure tu mi stai mettendo a dura prova.
Vorrei poterti voltare le spalle, farti credere che non averti al mio fianco non mi creerebbe problemi, ma non sono mai stata brava a mentire, mai. Capiresti immediatamente la mia messa in scena.
Dio, l'immagine del tuo viso mi assale in ogni istante della giornata, la tua voce è un continuo richiamo armonioso che vibra nella mia testa, un grido d'amore incessante, sento ancora il sapore delle tue labbra sulle mie, la sensazione della tua lingua intrecciata alla mia.
Soavemente e silenziosamente ricordo.
Ascolto la tua risata cristallina in questa camera buia.
Di nuovo, è solo un sogno, un breve istante di pura immaginazione.
Maledizione.
Fa male, fottutamente male.
Non posso raggiungerti, sei così lontano, distante.
Scivolo giù dal letto, eseguendo i soliti gesti meccanici, è solo l'abitudine a mandarmi avanti. I ricordi di te si fanno più intensi, quasi soffocanti. Trattengo un singhiozzo e mi ritrovo piegata in due con le mani fra i capelli.
Vorrei poterti almeno sfiorare, ascoltare la tua voce, immergermi nel tuo profumo.
Per un istante, un unico istante, mi basterebbe. O forse no.
Voglio sempre di più.
E' un sentimento che continua a crescere lentamente, avvolgendo ogni mio pensiero di te.
Un respiro lento, per riprendere fiato.
Assaggio il sapore salato di una lacrima, una delle tante che stanno solcando il mio viso in questo momento.
Ripenso alle tue parole.
«Tornerò presto, te lo prometto. Aspettami»
Sto ancora aspettando. Da due mesi ormai.

Mi manchi terribilmente.
Ti amo.

Non te lo farò mai sapere, non ti lascierò intravedere i miei sentimenti.
Continuerò ad essere come sono sempre stata: bisognosa d'affetto, mai stanca di te, disperatamente insaziabile, ma non sono ancora pronta a farti sapere quanto il mio amore verso di te sia esploso mozzandomi il fiato.
Sento un lieve bussare alla porta ed alzo lo sguardo verso l'orologio. Sono le 8.30.
Sicuramente è la vicina, da quando te ne sei andato passa sempre a quest'ora per venirmi a trovare.
Forse le faccio pena, forse crede che tu mi abbia abbandonata.
So che non è così, ne sono certa.
L'ho visto nei tuoi occhi, attraverso i tuoi gesti: tu mi ami, mi ami talmente tanto da farmi star male.
Mi alzo e con fatica raggiungo la porta, la apro lentamente, come faccio ogni volta.
Sono stanca di rivedere le sue rughe e i suoi occhi spenti.
Ma nel momento stesso in cui il tuo volto sorridente mi compare davanti, il mio cuore perde un battito, la tristezza assopita dentro di me viene travolta dalla felicità e mi ritrovo all'istante tra le tue braccia.
Dio quanto mi sei mancato.
Il calore della tua pelle contro la mia. Finalmente.
«Ti amo», sussurro.
Non te lo avevo mai detto, non ero ancora pronta, ma non sono riuscita a resistere.
E' la verita, e non ho potuto nasconderla.
«Lo so. Anch'io ti amo. Mi spiace averti fatta aspettare così a lungo», mi dici affondando il tuo viso fra i miei capelli.
Sorrido, stringendoti con forza contro il mio corpo.
Finalmente sei di nuovo mio.