domenica 13 febbraio 2011

Dove finisce il fiume di Charles Martin, recensione


Titolo: Dove finisce il fiume
Autore: Charles Martin
Genere: Romantico
Prezzo: Corbaccio editore: 18.60€ / Versione TEA: 8.90€
Pagine: 423
Trama: Lui un giovane artista spiantato cresciuto in una roulotte in Georgia. Lei la bellissima figlia di un potente senatore della Carolina del Sud. Ma quando Doss Michaels e Abigail Grace Coleman si incontrano, entrambi capiscono all'istante di aver trovato l'anima gemella e si sposano, contro il volere del padre di lei. Un matrimonio perfetto, ma dopo dieci anni di felicità, il mondo crolla loro addosso: Abigail si ammala gravemente, lotta contro la malattia con tutte le sue forze e con Doss sempre al suo fianco. Quando capisce che non c'è più nulla da fare, decide di impiegare il poco tempo che le rimane, le poche energie residue, nel realizzare dieci desideri, dieci cose per cui vale ancora la pena di lottare. Doss sa che per assecondarla dovrà praticamente rapirla, sa che il padre si opporrà con tutte le sue forze a questa "follia", sa che lui e Abbie dovranno vivere come fuggitivi, inseguiti dalla polizia. Sa, ma non gli importa: l'unica cosa che conta per lui è far diventare realtà i sogni di Abbie, soprattutto l'ultimo, quel lungo viaggio sul fiume che lui le aveva promesso fin da quando erano fidanzati. E Doss farà di tutto... fin dove finisce il fiume.
Recensione: Dove finisce il fiume è una storia che racchiude all'interno delle sue pagine un racconto di amore vero.
Il libro è diviso in due tempi, il "presente", momento in cui i due protagonisti attraversano il fiume, mentre Doss fa di tutto per esaudire tutti i 10 desideri di sua moglie, prima della morte inevitabile di quest'ultima, ed il "passato" che narra la storia di entrambi, di come si sono conosciuti e di come hanno imparato ad amarsi, di come lei sia riuscita a far maturare la capacità di dipingere di lui, ed ovviamente descrive le difficoltà che hanno vissuto non appena hanno scoperto che lei era malata di cancro al seno e di seguito al cervello.
E' un racconto vivo e forte, che trasporta il lettore in ogni istante descritto nel libro, in molti punti è anche realistico.
A parte la trama comunque, che è davvero molto bella e ben strutturata, ci sono alcune parti del libro che mi hanno davvero commosso, per esempio, quando Doss chiede a Abbie di sposarlo.

Lei scosse il capo «Doss, io non sono la donna che appare sulle riviste. Quella donna on esiste. E' una finzione di...»
«Io non sono innamorato di quella donna.»
«Si, ma... io sono solo un'immagine. Loro mi mettono in un computer, spianano le rughe, rimpiccioliscono il naso, tirano in dentro il mento, assottigliano le guance...» Si mise le mani a coppa sotto i seni: «Mi ingrandiscono le tette».
Scossi il capo. «Io sono innamorato della Abbie che è qui davanti a me.»
Lei si inginocchiò, mettendosi con gli occhi alla mia altezza. «E quando sarò vecchia e brutta, cascante in tutti i punti sbagliati?»
«Abigail Coleman, non sto sposando l'idea di te. O anche solo il tuo ricordo. Io sto sposando te. Non preoccuparti per quella che potresti diventare. Amo anche lei. Persino di più. Accetterò il male perchè questo significa che avrò vissuto per conoscere il bene.»


Praticamente in questa parte Abbie è spaventata che Doss le chieda di sposarla solo per ciò che appare e non per ciò che è, e trovo che le parole di lui siano semplicemente splendide.
Inoltre, quando poi le verrà diagnosticato il cancro e farà tutti gli esami per combatterlo ed inizierà a diventare più brutta esteriormente, perdita di capelli e asportazione del seno, proprio in quel momento si nota l'amore profondo di Doss verso di lei. Le resterà accanto per tutto il tempo necessario.

Appoggiò la testa contro il muro, si battè sul petto e disse: «Come puoi amare questo?»
«Tesoro, non ti ho sposato per le tue tette. Non fraintendermi, mi mancano, e una volta sconfitta questa cosa, forse potremo riaverle, ma... te l'ho già detto. Non ho sposato la donna che stava sulle copertine delle riviste.»
Lei parlava tra i singhiozzi. «Ma perchè lo fai? Perchè? Tu non hai una vita.»
Tenni la sua mano nella mia, facendo girare il suo anello intorno al dito ossuto.
[.....]
Attaccai con il nastro adesivo le 20x25 a tutti gli specchi della casa. Abbie non poteva guardarsi allo specchio senza vedere com'era una volta. Appesi i poster alla fine di ciascun corridoio, così ogni volta che lei girava un angolo, le veniva ricordato che il suo corpo una volta aveva quell'aspetto. Poi la condussi in giro per casa. La reazione di Abbie fu di odio. Odiava vedere le foto di se stessa. Non era mai stata una che stesse a guardarle, prima, e agitò la mano in gesto di rifiuto. «Toglile. Non le voglio.»
«Abbie, non mi interessa se le vuoi o no. Restano lì.»
«Ma... perchè?»
«Lo specchio mente.»


Spero di avervi incuriosito almeno un pò con questa recensione, inoltre spero che i vari pezzi che ho preso dal libro vi interessino e vi facciano capire come è ben scritto e profondo.
Un'ultima cosa, vi avverto, il primo capitolo è veloce da leggere, ma all'inizio certi capitoli sono un pò noiosi, lo scrittore si mette a descrivere nei minimi particolari tantissime cose che poteva anche lasciar perdere, ma come vi ho detto, dopo un inizio incerto, la storia diventa splendida.

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