giovedì 24 febbraio 2011

la sfigah mi perseguita.


Dunque, mi sto chiedendo...come mai non mi è arrivato il libro "La maschera"? eh? perchè? PERCHE'? Lo stavo aspettando con così tanta trepidazione ed invece niente! ç_ç
Se questa non si chiama sfigah...
Comunque, e fin qui vabbè ho avuto un pò di incazzatura, ma poi è passata (no, in realtà c'ho le balle girate ancora adesso, ma facciamo finta di nulla) e la botta finale è arrivata quando ho letto che mi è stato cancellato anche l'ordine di "Un soffio di gelo". Eccheccazz! Ma allora è una congiura contro di me! T_T
*sospira*
E dulcis in fundo il libro "La principessa sul pisello" della Littizzetto con copertina bianca, mi è arrivata con sfumature marrone/grigiastre. ç_ç
ARGH! Orrore.
Per poco non mi disperavo, odio i libri con le pieghette, figurarsi i libri sporchi. =__=
Ma qualcosa di bello in tutta sta sfiga del cavolo c'è.
Il 28 febbraio me ne vado in Turchia per una settimana, spero solo di divertirmi e di passare una bella vacanza! Ed ovviamente passerò tutte le giornate con la macchinetta fotografica in mano, a scattare foto anche ai sassi.
Eh si! Perchè in Turchia non ci si va mica tutti i giorni.
Comunque, ovviamente cercherò di fare un bel resoconto al mio ritorno, sempre se i miei neuroni non saranno completamente sfasati dalla tristezza (o dalla felicità ?) del ritorno a casa.
Oh, e un'altra cosa positiva delle vacanze c'è.
Le compere.
Credo di aver acquistato più cose in questi ultimi mesi confronto a tutte le spese dell'anno scorso. Sul serio, quando bisogna fare un viaggio ci si accorge di non avere praticamente nulla a casa. E allora si inizia a passare da negozio a negozio con la speranza di accaparrarsi il minimo necessario.
La parte più divertente però, arriva nel momento in cui si parte, giusto nei primi cinque minuti, quando ci si accorge di aver dimenticato qualcosa di importante a casa e allora ci si ritrova a maledirsi mentalmente per l'idiozia avuta nel farsi la valigia.
Mio Dio, ma proprio quando si parte ci si deve ricordare di tutti i particolari?
Farseli venire in mente prima no?!

domenica 13 febbraio 2011

Dove finisce il fiume di Charles Martin, recensione


Titolo: Dove finisce il fiume
Autore: Charles Martin
Genere: Romantico
Prezzo: Corbaccio editore: 18.60€ / Versione TEA: 8.90€
Pagine: 423
Trama: Lui un giovane artista spiantato cresciuto in una roulotte in Georgia. Lei la bellissima figlia di un potente senatore della Carolina del Sud. Ma quando Doss Michaels e Abigail Grace Coleman si incontrano, entrambi capiscono all'istante di aver trovato l'anima gemella e si sposano, contro il volere del padre di lei. Un matrimonio perfetto, ma dopo dieci anni di felicità, il mondo crolla loro addosso: Abigail si ammala gravemente, lotta contro la malattia con tutte le sue forze e con Doss sempre al suo fianco. Quando capisce che non c'è più nulla da fare, decide di impiegare il poco tempo che le rimane, le poche energie residue, nel realizzare dieci desideri, dieci cose per cui vale ancora la pena di lottare. Doss sa che per assecondarla dovrà praticamente rapirla, sa che il padre si opporrà con tutte le sue forze a questa "follia", sa che lui e Abbie dovranno vivere come fuggitivi, inseguiti dalla polizia. Sa, ma non gli importa: l'unica cosa che conta per lui è far diventare realtà i sogni di Abbie, soprattutto l'ultimo, quel lungo viaggio sul fiume che lui le aveva promesso fin da quando erano fidanzati. E Doss farà di tutto... fin dove finisce il fiume.
Recensione: Dove finisce il fiume è una storia che racchiude all'interno delle sue pagine un racconto di amore vero.
Il libro è diviso in due tempi, il "presente", momento in cui i due protagonisti attraversano il fiume, mentre Doss fa di tutto per esaudire tutti i 10 desideri di sua moglie, prima della morte inevitabile di quest'ultima, ed il "passato" che narra la storia di entrambi, di come si sono conosciuti e di come hanno imparato ad amarsi, di come lei sia riuscita a far maturare la capacità di dipingere di lui, ed ovviamente descrive le difficoltà che hanno vissuto non appena hanno scoperto che lei era malata di cancro al seno e di seguito al cervello.
E' un racconto vivo e forte, che trasporta il lettore in ogni istante descritto nel libro, in molti punti è anche realistico.
A parte la trama comunque, che è davvero molto bella e ben strutturata, ci sono alcune parti del libro che mi hanno davvero commosso, per esempio, quando Doss chiede a Abbie di sposarlo.

Lei scosse il capo «Doss, io non sono la donna che appare sulle riviste. Quella donna on esiste. E' una finzione di...»
«Io non sono innamorato di quella donna.»
«Si, ma... io sono solo un'immagine. Loro mi mettono in un computer, spianano le rughe, rimpiccioliscono il naso, tirano in dentro il mento, assottigliano le guance...» Si mise le mani a coppa sotto i seni: «Mi ingrandiscono le tette».
Scossi il capo. «Io sono innamorato della Abbie che è qui davanti a me.»
Lei si inginocchiò, mettendosi con gli occhi alla mia altezza. «E quando sarò vecchia e brutta, cascante in tutti i punti sbagliati?»
«Abigail Coleman, non sto sposando l'idea di te. O anche solo il tuo ricordo. Io sto sposando te. Non preoccuparti per quella che potresti diventare. Amo anche lei. Persino di più. Accetterò il male perchè questo significa che avrò vissuto per conoscere il bene.»


Praticamente in questa parte Abbie è spaventata che Doss le chieda di sposarla solo per ciò che appare e non per ciò che è, e trovo che le parole di lui siano semplicemente splendide.
Inoltre, quando poi le verrà diagnosticato il cancro e farà tutti gli esami per combatterlo ed inizierà a diventare più brutta esteriormente, perdita di capelli e asportazione del seno, proprio in quel momento si nota l'amore profondo di Doss verso di lei. Le resterà accanto per tutto il tempo necessario.

Appoggiò la testa contro il muro, si battè sul petto e disse: «Come puoi amare questo?»
«Tesoro, non ti ho sposato per le tue tette. Non fraintendermi, mi mancano, e una volta sconfitta questa cosa, forse potremo riaverle, ma... te l'ho già detto. Non ho sposato la donna che stava sulle copertine delle riviste.»
Lei parlava tra i singhiozzi. «Ma perchè lo fai? Perchè? Tu non hai una vita.»
Tenni la sua mano nella mia, facendo girare il suo anello intorno al dito ossuto.
[.....]
Attaccai con il nastro adesivo le 20x25 a tutti gli specchi della casa. Abbie non poteva guardarsi allo specchio senza vedere com'era una volta. Appesi i poster alla fine di ciascun corridoio, così ogni volta che lei girava un angolo, le veniva ricordato che il suo corpo una volta aveva quell'aspetto. Poi la condussi in giro per casa. La reazione di Abbie fu di odio. Odiava vedere le foto di se stessa. Non era mai stata una che stesse a guardarle, prima, e agitò la mano in gesto di rifiuto. «Toglile. Non le voglio.»
«Abbie, non mi interessa se le vuoi o no. Restano lì.»
«Ma... perchè?»
«Lo specchio mente.»


Spero di avervi incuriosito almeno un pò con questa recensione, inoltre spero che i vari pezzi che ho preso dal libro vi interessino e vi facciano capire come è ben scritto e profondo.
Un'ultima cosa, vi avverto, il primo capitolo è veloce da leggere, ma all'inizio certi capitoli sono un pò noiosi, lo scrittore si mette a descrivere nei minimi particolari tantissime cose che poteva anche lasciar perdere, ma come vi ho detto, dopo un inizio incerto, la storia diventa splendida.

martedì 8 febbraio 2011

Torment di Lauren Kate, recensione.


Titolo: Torment
Autrice: Lauren Kate
Pagine: 464
Prezzo: 17.00€
Trama: Quando Daniel apre le ali e si allontana nel cielo, Luce si sente smarrita. Rimarrà in un collegio della California per chissà quanto tempo, a mille miglia da casa, senza di lui. È questo il dolore più grande: perché lui è il suo amore da sempre, l’angelo caduto che dà un senso alla sua vita.
Luce stenta a capire quello che succede. A lei, a loro, al mondo. Infuria una guerra tra potenze celesti e infernali, ombre minacciose la incalzano. E poi ci sono le insidie del cuore: l’incontro con un ragazzo dolce e incredibilmente normale…
Recensione: Torment, è il seguito di Fallen, e per quanto il primo libro della serie mi sia piaciuto molto, non posso dire altrettanto di questo secondo volume.
Non appena ho concluso la lettura di Torment la prima domanda che mi sono posta è stata: "ma questo libro, a cosa è servito esattamente?"
Eh si, perchè in questo volume, non viene svelato nulla di più di ciò che già si era scoperto in Fallen, a parte ovviamente qualche piccola novità. Ad esempio, nella permanenza al collegio, Luce si fa qualche nuova amicizia, fra tutti spuntano maggiormente: Shelby che dapprima si dimostra scontrosa nei suoi confronti, ma che in seguito migliora (tra le due si creerà un buon rapporto), e poi c'è Miles un ragazzo che in molte occasione riesce a farla stare bene e a farla sorridere.
A Daniel e a Cam, personaggi che erano stati ben presentati in Fallen e che erano molto presenti nelle varie pagine, qui vengono un pò tralasciati, soprattutto il secondo, che si vede in pochissimi capitoli, giusto qualche apparizione ogni tanto insomma. Nel corso della storia ritornano anche Roland e Arianne due personaggi che io personalmente adoro.
In questo secondo volume, appaiono delle nuove creature: gli esclusi, e sia gli angeli caduti dalla parte del male che quelli dalla parte del bene cercano di tenerli lontani da Luce, perchè non vogliono che questa cada nelle loro mani.
Un'altra novità in questo libro sta nel fatto che Luce inizia a conoscere meglio gli Annunziatori, e cerca in essi le risposte che da tanto desidera sul suo passato, in questa sua ricerca viene aiutata sia da Shelby che, in seguito, da Miles.
La situazione sentimentale di Luce, in questo libro viene messa molto alla prova, infatti si ritroverà a litigare con Daniel ad ogni loro incontro e quando sembra che tutto vada per il meglio le cose sembreranno precipitare.
Insomma, più o meno è questo quello che succede in Torment, e devo ammettere che mentre sfogliavo le pagine di questo volume, la mia simpatia è andata tutta verso Cam e Miles, soprattutto verso quest'ultimo che trovo molto più adatto a Luce. Per quanto riguarda Daniel, sinceramente non mi piace molto, a parer mio è scaduto molto come personaggio.
In conclusione, questo libro non lo consiglierei, e se prima avrei suggerito l'acquisto di Fallen ora non lo farei, non perchè quel primo volume non sia bello, tutt'altro, ma perchè alla fine il lettore si ritroverebbe a leggere anche il seguito, che a me ha lasciato particolarmente delusa, ovviamente poi dipende dai gusti, certo, e chissà, forse dopo aver letto il terzo e il quarto volume di questa saga potrei anche cambiare idea.

mercoledì 2 febbraio 2011

Sola come un gambo di sedano di Luciana Littizzetto. Recensione.


Titolo: Sola come un gambo di sedano
Autrice: Luciana Littizzetto
Pagine: 219
Costo: 9.50€ / 13.00€
Trama: Luciana Littizzetto è, per sua stessa definizione, una "single un po' frollata". Alle prese cioè con uomini incerti, inconcludenti, col calzino bianco e ignoranti della gerarchia temporale che, al ristorante, deve regnare fra la caponata e il dessert. Una condizione grottesca che, come se già di per sé non bastasse, va a scontrarsi anche con un mondo dal perdurante maschilismo, con una moda fatta su misura per il corpo di Naomi Campbell (e soltanto per il suo) e con costanti autoflagellazioni per ottenere impercettibili avanzamenti nella battaglia di nervi con i propri inestetismi. Questo libro raccoglie gli sfoghi di una donna tragicamente e comicamente contemporanea.
Estratto del libro: «Io vorrei conoscere di persona gli ideatori della pubblicità degli assorbenti femminili. Secondo me sono tutti uomini. E sostanzialmente pazzi.
Io non mi do pace. Cercate di fare mente locale. Secondo loro, noi donne, durante tutto il mese non facciamo niente. Al massimo due salti in padella. Ma in quei giorni, e solo in quei giorni, ci parte una vena e facciamo nell'ordine: la ruota in palestra, la finale di un torneo di pallavolo, ci aggrappiamo a un semaforo e facciamo la girabolta, balliamo il tango, lanciamo gavettoni, si incastra una merda di aquilone su un albero e saliamo noi sulla scala a riprenderlo, saltiamo persino di schiena in ascensore per specchiarci il didietro e verificare che non ci siano tracce sospette (avendo noi messo, naturalmente, un bel paio di pantaloni bianco latte. Perchè siamo cretine). Ma non è orribile? Non è assolutamente brutto da vedere?».

Recensione: In queste 219 pagine Luciana Littizzetto parla di moltissime cose, in modo ironico ed umoristico.
Passa da un argomento all'altro con molta velocità e destrezza lasciando al lettore un sorriso sulle labbra dall'inizio alla fine e parecchie cose su cui riflettere. Mi sono divertita moltissimo a leggere questo suo libro, e devo ammettere che non vedo l'ora di poter leggere anche: "La principessa sul pisello", che ho ordinato e spero di ricevere al più presto a casa.
E' un libro che mi ritroverei a consigliare a tutte le donne/ragazze che vorrebbero leggere qualcosa di leggero e spassoso scritto in modo da non annoiare mai. I capitoli sono brevissimi (due facciate praticamente) per cui è molto veloce sia da leggere che da comprendere. Le frasi sono corte e dirette, insomma, un ottimo libro.
Soprattutto per chi vuole divertirsi un pò.