Si lo so, è molto triste, solitamente prediligo altri temi, ma ho voluto provare qualcosa di nuovo.

Silenzioso Addio
impedisci alla tua ragione di prendere il sopravvento, uccidila.
Cominci a vedere una piccola ombra, l'inizio della forma che si staglierà contro di te.
Due piccoli fari. Gialli. Uguali.
Resti immobile, nel mezzo della strada. Ancora poco, ancora poco: pensi. E chiudi gli occhi, perchè non vuoi assistere all'impatto, ancora non vuoi credere a ciò che stai per fare. Stringi i pugni e sbatti i piedi per terra, chini il capo.
Dio se farà male. Speri di non sentire nulla eppure sai che è inevitabile.
Lo scontro dirompente, le tue ossa che scricchiolano, le urla del conducente dell'auto, i polmoni che si schiacciano, l'aria che viene risucchiata e ti lascia senza fiato, a terra. Sputi sangue.
Apri gli occhi e non vedi niente. Chiudi gli occhi e non vedi niente.
Non lo avevi immaginato così, credevi sarebbe stato diverso, più immediato, meno distruttivo.
Vuoi cambiare posizione, il dolore che senti al petto è lancinante, ma non ci riesci, il tuo corpo ormai è morto, completamente inesistente nella sua interezza. Vorresti urlare, ma non ne hai la forza. Non hai più voce.
Apri la bocca, sperando di ricevere un pò d'aria, ma ciò che senti è solo uno spasmo acuto all'altezza della gola, e un lieve sentore di raschiamento, respiri a fatica.
Avverti un fastidioso rumore avvicinarsi sempre di più.
Sono dei tacchi.
Dio, come odi quel suono, ti ricorda lei.
Non riesci a vedere, non riesci a parlare, non riesci nemmeno a percepire il tuo corpo, eppure puoi ancora sentire, ascoltare.
Perchè il destino deve essere così fottutamente stronzo?
E poi senti la voce di lei, la conducente dell'auto che ti ha ridotto così, che ti ha aiutato a realizzare ciò che volevi.
«Oh mio Dio! Che ho fatto!»
Vorresti scoppiare a ridere, ma sai di non poterlo fare.
Ed in quel momento ringrazi Dio, per averti tolto la sensibilità alle mani e alle braccia, altrimenti sei sicuro che ti saresti lanciato contro quella donna in piedi al tuo fianco, sul suo grazioso e delicato collo e lo avresti stretto con quanta più foga possibile. Ancora e ancora. Come già avevi fatto con lei.
Lei che ormai riposa in una tomba fredda, sotto terra.
Ah l'amore!
Per lei avresti fatto di tutto, qualunque cosa, eppure lei ti ha voltato le spalle, distrutto l'anima, e riso di te.
sparami al cuore e poi dimmi che non fa male.
Ed ora per lei sei disposto a morire. Vorresti poter ridere, ma non ti è possibile.Accarezzi per l'ultima volta l'immagine di lei, distesa al tuo fianco, sul tuo letto.
E sai che quell'idea può diventare realtà.
Presto anche tu sarai solo carne, distesa al suolo, sotto terra, in una tomba fredda. Come lei.
Un ultimo respiro prima del momento decisivo, un ultimo rantolo di vita, per poi sprofondare nel buio assoluto: in un silenzioso addio.
facciamo una strage di ragione !
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